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Utente: freelawyer
ne ho fatta di strada in quest'ultimo anno... io sono convinto che, quando si vuole star meglio, si può cambiare. presumo di doverla ringraziare. lei sa
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giovedì, 07 maggio 2009
Più di due mesi.
Sono accadute cose.
Fondamentalmente, sto meglio. Spesso, sto bene. La chimica è provvidenziale, ma pure la mia volontà,
Credo che si possa fare, di essere migliori. Di cercare la felicità. Di essere meno attaccati e più consapevoli, di scacciare i sentimenti negativi e di perseguire la compassione. Si può amare.
Si può crescere, anche alla mia quasi veneranda età.
L'esigenza di questo blog è scemata.
Forse lo chiuderò. Forse ne aprirò un altro. Forse ne aprirò un altro senza chiudere questo. Questo blog è il luogo dove è iniziata la mia rinascita, dove ho conosciuto te. Forse non lo chiuderò. Magari cambierò impatto.
Vi ringrazio comunque, voi lettori, assidui e passeggeri. Mi avete fatto compagnia.
Alla prossima.
postato da: freelawyer alle ore 14:52 | Link | commenti (10)
categoria:amore
giovedì, 05 marzo 2009
succede così, che appena si alza la temperatura di mezzo grado, la mia pressione scende.
c'è la chimica a dare una mano in questo periodo e ne traggo i benefici effetti con piacevole calma. ho dovuto venire a patti con il mio superomismo: "io non avrò mai bisogno di...". ed ora che comincio a vedermi nudo, inizio forse davvero a guarire.
son dovuto scendere ancora più in basso di quel che credevo possibile e finalmente vedo un po' di luce là in fondo. nulla è mai facile, porca miseria. nulla.

succede che il piccolo maschietto mi ha chiesto un cane. il nostro è morto l'anno scorso. e così ora cominceremo davvero a parlare di casa? forse si.
il prendere atto che si sta bene è una consapevolezza rilassante: non dovrebbe esserci bisogno d'altro, non è necessario trovare risposte cerebrali. stiamo bene davvero? sono disposto ad amare davvero? ecco le domande da farsi. prima di tutto, prima di pretendere.
oggi hai avuto uno dei tuoi soliti comportamenti apparentemente indifferenti, dovuti all'eterno tuo affollarsi di mile e mille pensieri contemporanei. te ne sei accorta prima che avessi il tempo di dirti che potevo esserci rimasto male. sei stata attenta e gentile. bisogna che io mi ricordi chi sei.

la settimana prossima sarà dura. in bocca al lupo a tutti.
postato da: freelawyer alle ore 16:50 | Link | commenti (6)
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martedì, 10 febbraio 2009
vorrei essere più bravo, più forte, più sicuro, più sereno, più roccioso.
vorrei essere più tollerante, più comprensivo, più caritatevole, più compassionevole.
vorrei essere meno paranoico, meno nervoso, meno nevrotico, meno stizzoso, meno bizzoso.
vorrei essere meno polemico, meno permaloso, meno infantile, meno rabbioso.

vorrei essere adatto a te.
ma proprio non riesco, pare.
postato da: freelawyer alle ore 00:17 | Link | commenti (7)
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mercoledì, 04 febbraio 2009
Difficile risollevarsi dal buio se ogni poco c'è qualcosa che ti ci ricaccia.
Arduo pensare al bene se ogni poco compare qualcosa di storto.
Questo è il disegno evidentemente. Devo essere messo alla prova. Continuamente.
Ma io sono stanco.


..Non so, non so
se ti è capitato mai
di dover fare una lunga corsa
ed a metà strada stanco
dire a te stesso adesso basta
eppure altri stan correndo ancora
intorno a te
e allora
non farti cadere le braccia
corri forte vai più forte che puoi
non devi voltare la faccia
non arrenderti né ora né mai
postato da: freelawyer alle ore 23:20 | Link | commenti (5)
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martedì, 20 gennaio 2009
Vorrei poter incolpare qualcuno.
Vorrei poter picchiare qualcuno.
Sono caduto, scivolato, così in basso che fatico ad immaginare come sarà possibile risalire.
Tu non riesci neppure lontanamente a capire quale sia il mio stato d'animo. Io ho vissuto finora con la convinzione che ci fosse SEMPRE un motivo valido per vivere. Che nulla avrebbe scalfito la mia PURA joie de vivre.
Quel periodo d'oro è finito. E non so neppure capire perché.
Vorrei soltanto poter incolpare qualcuno.
Non ci sono ragioni, ma solo occasioni. Non conosco le ragioni. E le vorrei conoscere solo per poter dire "Brutto figlio di puttana è tutta colpa tua! Come vorrei ammazzarti!". Proprio come fa lei, lo sai: forse in effetti per lei è un sollievo, abbiamo sottovalutato la comodità di avere un capro espiatorio. Se è tutta colpa mia, lei un colpevole da insultare ce l'ha. Beata lei. Io non ce l'ho. Non ho ragioni.
Depressione ansiosa ?
Vorrei che fosse colpa di qualcuno.
E vorrei smettere di scivolare in giù.
postato da: freelawyer alle ore 23:05 | Link | commenti
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venerdì, 16 gennaio 2009
era l'una di notte del 30 dicembre del 1999. ero al telefono con la prima persona che ho conosciuto in internet. siamo ancora amici e non c'è mai stato niente di concreto fra noi. io me n'ero infatuato però. il mio matrimonio era già in crisi. mia moglie mi sorprese al telefono. ne scaturì una lite furibonda e mesi di sofferenza per recuperare.
se potessi, ora le chiederei di nuovo perdono. finalmente capisco come ci si può sentire. e chi ora  minimizza ciò che sento fa un esercizio piuttosto agevole: è facile giocare con il culo altrui!
nemesi.

ma io voglio solo che tu sia felice e stia bene.
devi fare ciò che ti fa stare bene, altrimenti prima o poi mi odierai.
devi capire cosa vuoi, di cosa hai bisogno, di cosa non puoi fare a meno,  quali sono le tue priorità.
il mio compito è accettare o meno. amarti o meno. volerti o meno.
postato da: freelawyer alle ore 22:07 | Link | commenti (6)
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mercoledì, 07 gennaio 2009
Ragionavo poco fa con l'amica, al telefono, sulla faccenda degli specchi. su come ci si specchi negli altri, in genere, e nelle persone più vicine in particolare.
quello che dunque dovrei imparare ora, può essermi chiaro, proprio se riesco ad uscire da me. a distaccarmi con amore.
nessuna scelta è casuale.
hai ragione tu, quando mi consigli di osservare la realtà, semplicemente. di leggere quel che è accaduto, di considerare quel che ho.
anche se in questo momento ci siamo indiscutibilmente un po' allontanati, purtroppo, è evidente che il rapporto con te mi regala molta serenità e picchi di autentica felicità. ho la capacità di superare, per questo, le tue piccole disattenzioni. posso chiederti, ne siamo capaci, di curarmi anche tu. ne ho bisogno.
quel che è più difficile, è superare lo specchio. superare quel che vedo riflesso in te, perché si tratta di superare me stesso. sarà questo che devo imparare?

Voglio dedicare una riflessione ad un'amica di splinder, che ha qualche difficoltà "amorosa".
Ci vuole molta molta fortuna nel trovarsi, ma bisogna anche avere il coraggio di rischiare, il coraggio di gettarsi, di voler vivere nonostante le difficoltà. Ho insistito per mesi. Ho fatto quel che le donne, tutto sommato, si aspettano dagli uomini: ho corteggiato, sono stato presente. Non ho avuto paura di crederci di nuovo. Ed ho trovato una persona che me lo ha lasciato fare; all'inizio con qualche ritrosia e poi sempre più gradendolo. Ho trovato una persona speciale (certo, speciale per me: affascinante ed attraente in assoluto, ma per me certamente unica) che ha voluto "ascoltare" quel che avevo da raccontarle, una persona che ha avuto, sta avendo, il mio stesso coraggio.
Ecco, vorrei dirti solo questo, amica: quando si ha la fortuna di trovarsi, le difficoltà si affrontano semplicemente meglio, perché si è in due. Noi ci stiamo ascoltando ancora, stiamo imparando ancora a capirci, ma quel che non ci sta mancando, mai, è la volontà di cercarci. Prima serve la consapevolezza di quel che si vuole e del perché, poi arrivano i mezzi. Ma quella consapevolezza non è facile da riconoscere. In bocca al lupo.
postato da: freelawyer alle ore 21:36 | Link | commenti
categoria:amore
mercoledì, 24 dicembre 2008
BUON NATALE

a
tutti
voi
postato da: freelawyer alle ore 23:45 | Link | commenti (2)
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martedì, 09 dicembre 2008
santo cielo....noi dicevamo, con gergo comprensibile solo fra l'Oglio ed il Chiese, fra Ponte di Legno e Manerbio, noi dicevamo "gnara"...
timidi e impacciati, o spavaldi e sicuri, ma la domanda si doveva fare: "vuoi diventare la mia gnara?".
quando il mio primogenito ventenne stasera, davanti al fratellino decenne, ha sostenuto che "loro" invece non chiedevano, che lui non lo ha mai domandato, allora mi son detto: ma in che mondo strambo stanno vivendo 'sti ragazzi?
neppure "La domanda" facevano, fanno.
per noi, fra i dodici ed i quattordici anni più o meno, era un rito: la prima volta che lo domandavi era quasi pari al primo bacio con la lingua. che poi, la faccenda della lingua, la maggior parte di noi l'ha sperimentata giocando "a bottiglia" (oppure a giochi con le carte inventati appositamente per baciarsi) e dunque l'iniziazione della domanda era ben più impegnativa e difficile.
me lo ricordo eccome, il cuore che batteva. naturalmente c'erano state tutte le indagini preventive, in modo che la risposta era sicura al 99%, ma imparavamo fin da allora l'imprevedibilità delle femmine ed il rischio di un cambio di opinione all'ultimo istante era sempre in agguato (con la conseguente figura di merda con tutti gli amici).
e poi, questo era strepitoso, tutto in sostanza finiva lì. una volta che si era "gnari" (tu eri il suo gnaro e lei la tua gnara, davanti a tutto il mondo) non succedeva granché. se lei era particolarmente intraprendente parlava più con te che con gli altri, altrimenti, se era particolarmente timida, succedeva il contrario. qualcuno, alla terza o quarta volta, riusciva a dare qualche bacio (soprattutto se aveva già giocato sufficientemente  a bottiglia), ma il più delle volte non succedeva quasi alcunché.
ricordo un amico, Daniele, più grande di me, che, alla sua terza volta, era diventato il gnaro di Silvia, quella che fu poi, per anni, un mio sogno realizzato pochissimo. io ero alla mia primissima esperienza con l'amichetta Monica (a sua volta alla sua seconda). beh, durante il secondo giorno di quella fighissima settimana in cui fui il gnaro di Monica, Daniele ad un certo punto mi disse audacemente: "ma guarda che devi baciarla e, soprattutto, toccarle le tette, altrimenti si stufa". vada per il bacio, e ce ne furono ben due, rigorosamente a stampo (avevo giocato pochissimo a bottiglia fino a quel momento), ma la faccenda delle tette proprio non la capivo. avevo avuto pochissime frequentazioni, all'epoca, con il mondo del sesso (niente giornalini, niente film, niente tv - a casa si cambiava canale quando succedeva qualcosa di lontanamente avvicinabile al sesso -), e perciò non capivo né l'utilità di toccare quelle due piccole ghiandole leggermente più sviluppate delle nostre, né le modalità di esecuzione. e così, ricordo ancora oggi (e son passati più di trent'anni) con divertimento ed imbarazzo il momento in cui appoggiai per un nanosecondo una mano aperta sul seno (oddio, seno è una parola davvero grossa) della povera Monica che acconsentiva passivamente e con un mezzo sorriso a quell'incredibile esperienza.
Chissà, davvero, se questi ragazzi sono ancora capaci di provare un po' d'imbarazzo, un po' di vergogna, un po' di meravigliosa trepidazione. auguro loro, sinceramente, di si.
postato da: freelawyer alle ore 22:28 | Link | commenti (10)
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lunedì, 24 novembre 2008
nel mezzo di una domenica di stupidissime ed inutili discussioni telefoniche con la donna fantastica che amo, al grido di "quando sto male ci sarà un perché!", prendo una pausa ed apro il libro che stavo cercando di finire: "L'arte della felicità",  intervista al Dalai Lama di H. Cutler. A metà pagina, dove mi si posa lo sguardo, parole che sembrano scritte per me in quel momento: a proposito dell'insicurezza e della necessità di non "avvelenare" la vita con i pensieri negativi, della possibilità di vedere i fatti e gli accadimenti con animo gentile e positivo.
sorrido.
con molta calma, dico al mio campioncino decenne che ho bisogno di un quarto d'ora per me, che poi lo aiuterò volentieri a studiare storia.
finisco il libro e mi ricordo che avevo iniziato un cammino di ricerca.
mi raccolgo con me stesso per circa dieci minuti.
mi alzo soddisfatto e più sereno.
dopo un po', mi chiama l'amica attraverso la quale mi sono avvicinato al buddismo. era almeno un mese o due che non praticavo e che non parlavamo di questo. mi chiama e mi dice: "volevo dirti che ho fatto più di un'ora di pratica e che mi sento proprio bene". le dico quello che è successo a me. ridiamo.
nulla accade per caso.

quella poesia sul mio blog non fu un caso, per esempio.
il tuo incontro di queste ultime settimane, amico M., forse non è un caso.

sono davvero grato. davvero.
oggi ho lavorato meglio
postato da: freelawyer alle ore 15:51 | Link | commenti (7)
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